STARTUP E PMI INNOVATIVE: L’OPPORTUNITÀ DEL CROWDFUNDING

Dal web gli strumenti di finanziamento alternativo per supportare nuove idee imprenditoriali

Novembre 2018

Le startup e PMI innovative nascono sovente attorno ad un’idea imprenditoriale che necessita di investimenti intensi e prolungati nel tempo in ambito di ricerca e sviluppo (R&D). Questa specificità rende centrale il tema della sostenibilità finanziaria, pertanto, quest’ultimo è uno dei principali aspetti che il professionista, insieme all’imprenditore, è chiamato affrontare. Questo ha precedenza anche rispetto ai temi agevolativi, che comunque rivestono un ruolo sostanziale nella valutazione della sostenibilità dell’impresa.

 

Accanto agli strumenti di finanziamento tradizionali, ha assunto una posizione di rilevanza il fenomeno del crowdfunding, che, a parte sporadiche apparizioni in Europa nel Settecento e nell’Ottocento, si consolida, ai giorni nostri, negli Stati Uniti con la campagna elettorale per la presidenza di Barack Obama.

 

In Italia il fenomeno dell’equity crowdfunding è stato disciplinato da specifica normativa.

Questo fenomeno che può essere tradotto con il termine letterale “finanziamento da parte del pubblico” è un processo di raccolta di fondi di tipo collettivo, realizzato tramite portali online, attraverso il quale molte persone elargiscono contribuzioni di diversa entità al fine di favorire lo sviluppo di un progetto, di una iniziativa che, per qualche ragione, ritengono opportuno sostenere, spesso prescindendo da un ritorno economico.

 

L’idea del crowdfunding nasce quindi dall’opportunità di sollecitare il pubblico (crowd), invece che investitori specializzati, suddividendo l’investimento in moltissime quote di valore unitario potenzialmente anche molto basso. Perciò per l’investitore privato il target da raggiungere per partecipare all’impresa non rappresenta solitamente un problema, in quanto l’investimento richiesto è tipicamente molto contenuto.

 

Il singolo investitore privato cerca in rete possibili progetti che attirino la sua attenzione, li valuta generalmente attraverso l’uso della rete stessa ed eventualmente lo finanzia con un importo che in linea di principio è così modesto da non pregiudicare la stabilità delle sue finanze.

Inoltre, l’investitore basa le sue decisioni anche in relazione all’opportunità di sentirsi parte di un progetto, dal quale potrà eventualmente trarre benefici non necessariamente pecuniari.

 

Una campagna di successo dovrà consentire al maggior numero di utenti di accedervi. Ciò è reso possibile grazie alla rete internet, che consente di entrare in contatto con milioni di persone a livello transnazionale. Ne consegue che chi propone un’idea dovrà anche valutare le possibili barriere all’entrata, riducendole al minimo e consentendo anche a coloro che intendono rischiare poco, di poter farne parte.

 

Tuttavia, sono state create piattaforme online che promuovono raccolte di denaro destinate a finanziare progetti che hanno valenza sociale, civica, no profit, oppure che hanno come finalità il lancio di attività imprenditoriali, mediante la prevendita dei prodotti che si vogliono commercializzare o l’investimento nel capitale sociale dell’impresa che si vuole sostenere.

 

Le varie tipologie di raccolta di denaro danno evidenza della grande flessibilità di tale sistema, che può essere adottato da chiunque intenda realizzare un progetto imprenditoriale e sia disposto a pubblicizzarlo tramite le piattaforme.

Il crowdfunding viene poi definito in riferimento al tipo di ritorno che il singolo può ottenere quando decide di finanziare un progetto.

Possono essere distinte piattaforme che si basano esclusivamente sul presupposto della beneficienza o della donazione (donation-based) e perciò non comportano alcun tipo di ritorno al finanziatore, salvo, la possibilità di ottenere un riconoscimento morale.

 

Altri portali offrono al soggetto “sponsor” una ricompensa ovvero un premio (reward-based) di tipo non monetario di valore proporzionale a quanto effettivamente versato. Vi sono inoltre gestori che hanno puntato su modelli di raccolta con scopi più remunerativi (lending-based), tramite i quali finanziatori erogano finanziamenti alla piattaforma, e quest’ultima a sua volta, eroga micro-finanziamenti ai richiedenti, assorbendo i rischi di insoluto e gestendo le relative azioni di recupero.

 

L’alternativa è il modello classico, tramite il quale il finanziatore presta direttamente il denaro a ciascun mutuatario (sia pure con l’ausilio della piattaforma). In entrambi i casi il sistema permette ai prestatori di denaro (finanziatori) di ricevere una remunerazione sotto forma di interessi sul capitale prestato.

 

Più recentemente si è sviluppato un modello di raccolta finalizzato all’investimento (equity-based) da parte dei singoli investitori nel capitale sociale di una società (tipicamente una startup) al fine di condividere il rischio d’impresa con il socio fondatore e di godere dei frutti dell’investimento, sotto forma di dividendi oppure di capital gain nel caso in cui la società venisse ceduta ad un acquirente e l’investimento si riveli redditizio. L’equity crowdfunding rappresenta un’alternativa agli strumenti di finanziamento tradizionali (prestiti bancari, Business Angel, Venture Capital ecc.) utilizzati principalmente da startup e PMI innovative al fine di reperire la quota di capitale proprio, necessaria per portare avanti l’intero piano di sviluppo dell’idea imprenditoriale.

 

Il successo dell’equity crowdfunding dipende dalla capacità dell’impresa di essere in grado di attirare investitori, perciò assume un ruolo rilevante il Piano di fattibilità (Business Plan), cioè un documento che traccia un progetto di sviluppo imprenditoriale. Il Business Plan dovrebbe indicare tutte le attività necessarie per lo sviluppo imprenditoriale, indicando per ognuna di esse anche gli assunti sottostanti il piano, le tempistiche di realizzazione e la stima dei costi da sostenere, mettendo a disposizione cosi un quadro il più possibile completo di tutti i rischi e le incertezze connesse all’iniziativa.

 

Negli ultimi anni si sono certamente consolidate le premesse per rendere il crowdfunding uno strumento di finanziamento utile alla crescita economica e sociale del Paese. Sono stati creati strumenti tecnici funzionali ed è stata creata una cornice legislativa significativa ed adeguata a supportare lo sviluppo incrementale dello strumento a tutto vantaggio dell’humus economico emergente.

A cura di Comunicazione Audit Quality
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